IL LEGAME TRA VERLA - VERLATO E VILLAVERLA NEL PASSATO
Il primo nucleo della borgata di Villaverla doveva essere situato mezzo miglio
più ad est dell'attuale centro storico, là dove l'attuale via 25 Aprile si
collega con via Roare. Lì infatti, in prossimità della ex fornace Silma, nel
corso di scavi di argilla furono rinvenute fin dalla fine del secolo scorso una
dozzina di monete romane di epoca imperiale e tracce di muratura con archi in
mattoni.
Il toponimo roare ci riporta chiaramente al rovere da cui scaturì
il nome romano Roveredum con cui era nota la località fino a tutto il
secolo XIII. Probabilmente era quello il nucleo originario di Villaverla, che ha
mutato nome nella seconda metà del 1200 quando i Verla, più tardi detti Verlato,
hanno stabilita la loro residenza nelle vicinanze di Roveredum.
Attorno alla
loro signorile dimora a poco a poco sorgerà la chiesa e si svilupperà una nuova
borgata, detta inizialmente Villa Verlaria e ben presto Villa Verla.
Questa in seguito si è espansa, ma non tanto
da collegarsi totalmente alla vicina Roveredum, tanto che ancor oggi vi
è interposta una porzione di campagna costituita prevalentemente
dal parco della villa Ghellini. L'importanza, però, della
precedente piccola contrada è andata via via scemando di pari
passo con l'accrescersi della potenza dei VERLA, che hanno galvanizzato
attorno al loro palazzo tutta la vita del territorio circostante.
Ciò ha potuto verificarsi specialmente nel tardo medioevo ,
quando ormai era in sfascio tutta la precedente rete viaria romana,
specie quella minore, su una delle quali sorgeva con tutta
probabilità Roveredum. In quello stesso periodo venne
valorizzata una strada più praticabile e rettilinea che,
collegando Thiene con Vicenza, passava nelle immediate vicinanze della
villa dei Verla. Va sottolineato che con il termine villa si
intendeva allora "borgata", e con tale appellativo venivano indicati
tutti i centri abitati di quel tempo. Si trova infatti : villa caldogni, villa novoledi, villa monticuli precalcini etc. per indicare Caldogno, Novoledo, Montecchio Precalcino.
In un documento del 1275 si parla di novam villa verlariam quae appellatur reveredum, ma già nel 1295 si dice chiaramente villam verlam,
e le due parole si incontrano indifferentemente unite o separate fino
ai primi del 1800. Quando a Villaverla sia stata costruita la prima
chiesa come nucleo della comunità, non si sà come
certezza, ma nel 1307 già doveva esserci una parrocchiale alle
dipendenze di Isola Vicentina, se in un documento di quell'anno si
legge " decime parochie Ville Verlarie et ejus districtu "
(G. Maccà, "Storia del territorio vicentino", Tomo XII, parte
II, Caldogno 1815, pag. 284). Il più antico parroco di cui si
abbia memoria, Bartolomeo, risale al 1349, e nella fase più
antica la chiesa a volte viene detta intitolata a San domenico, altre
ai santi Domenico e Martino, anche se dal 1399 in poi di ricorda
solamente S. Domenico. La presenza dei Verla mutò il nome di
Roveredum, e, parlando di questa borgata, nella seconda metà del
1400 il Pagliarino (B. Pagliarino, "Croniche di Vicenza", Vicenza 1663)
dice: "
Villa
Verla così chiamata dalli moderni; & dalli nostri maggiori
Villa Verlaria, cioè villa di quelli delle Verle, al nostro
tempo chiamati li Verlati. Si come hò ritrovato nelli antichi
libri della nostra città; nel 1004 gli Verlati vennero di
Baviera con
Giovanni Verla sotto Henrico di questo nome primo, &
quarto imperatore de' Germani, & doppo da Corrado secondo
Imperatore, & Duca di Baviera furono investiti di molti beni nella
villa di Thiene, di Zanè , & di villa Verla, li quali beni
poi trà sè divisero, come si contiene nell'istromento
delle loro divisioni, il quale è appresso il nobile Bernardino
Verlato, & l'hò veduto, & letto
".
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