1.3 La Storia insegna

 IL LEGAME TRA VERLA – VERLATO E VILLAVERLA NEL PASSATO

a cura del Prof. Galdino Pendin

Il primo nucleo della borgata di Villaverla doveva essere situato mezzo miglio più ad est dell’attuale centro storico, là dove l’attuale via 25 Aprile si collega con via Roare. Lì infatti, in prossimità della ex fornace Silma, nel corso di scavi di argilla furono rinvenute fin dalla fine del secolo scorso una dozzina di monete romane di epoca imperiale e tracce di muratura con archi in mattoni.

Il toponimo roare ci riporta chiaramente al rovere da cui scaturì il nome romano Roveredum con cui era nota la località fino a tutto il secolo XIII. Probabilmente era quello il nucleo originario di Villaverla, che ha mutato nome nella seconda metà del 1200 quando i Verla, più tardi detti Verlato, hanno stabilita la loro residenza nelle vicinanze di Roveredum.

Attorno alla loro signorile dimora a poco a poco sorgerà la chiesa e si svilupperà una nuova borgata, detta inizialmente Villa Verlaria e ben presto Villa Verla. Questa in seguito si è espansa, ma non tanto da collegarsi totalmente alla vicina Roveredum, tanto che ancor oggi vi è interposta una porzione di campagna costituita prevalentemente dal parco della villa Ghellini. L’importanza, però, della precedente piccola contrada è andata via via scemando di pari passo con l’accrescersi della potenza dei VERLA, che hanno galvanizzato attorno al loro palazzo tutta la vita del territorio circostante.

Ciò ha potuto verificarsi specialmente nel tardo medioevo , quando ormai era in sfascio tutta la precedente rete viaria romana, specie quella minore, su una delle quali sorgeva con tutta probabilità Roveredum. In quello stesso periodo venne valorizzata una strada più praticabile e rettilinea che, collegando Thiene con Vicenza, passava nelle immediate vicinanze della villa dei Verla. Va sottolineato che con il termine villa si intendeva allora “borgata“, e con tale appellativo venivano indicati tutti i centri abitati di quel tempo. Si trova infatti : villa caldogni, villa novoledi, villa monticuli precalcini etc. per indicare Caldogno, Novoledo, Montecchio Precalcino.
In un documento del 1275 si parla di “novam villa verlariam quae appellatur reveredum”, ma già nel 1295 si dice chiaramente “villam verlam”, e le due parole si incontrano indifferentemente unite o separate fino ai primi del 1800. Quando a Villaverla sia stata costruita la prima chiesa come nucleo della comunità, non si sà come certezza, ma nel 1307 già doveva esserci una parrocchiale alle dipendenze di Isola Vicentina, se in un documento di quell’anno si legge ” decime parochie Ville Verlarie et ejus districtu ” (G. Maccà, “Storia del territorio vicentino”, Tomo XII, parte II, Caldogno 1815, pag. 284).

Il più antico parroco di cui si abbia memoria, Bartolomeo, risale al 1349, e nella fase più antica la chiesa a volte viene detta intitolata a San domenico, altre ai santi Domenico e Martino, anche se dal 1399 in poi di ricorda solamente S. Domenico. La presenza dei Verla mutò il nome di Roveredum, e, parlando di questa borgata, nella seconda metà del 1400 il Pagliarino (B. Pagliarino, “Croniche di Vicenza”, Vicenza 1663) dice:

” Villa Verla così chiamata dalli moderni; & dalli nostri maggiori Villa Verlaria, cioè villa di quelli delle Verle, al nostro tempo chiamati li Verlati. Si come hò ritrovato nelli antichi libri della nostra città; nel 1004 gli Verlati vennero di Baviera con Giovanni Verla sotto Henrico di questo nome primo, & quarto imperatore de’ Germani, & doppo da Corrado secondo Imperatore, & Duca di Baviera furono investiti di molti beni nella villa di Thiene, di Zanè , & di villa Verla, li quali beni poi trà sè divisero, come si contiene nell’istromento delle loro divisioni, il quale è appresso il nobile Bernardino Verlato, & l’hò veduto, & letto “.

Subito dopo lo stesso autore accenna al Castello Verlato, posto tra Malo e Cornedo, dicendo:

” ritrovo esser stato fabbricato dalli Verlati; fù questo castello fortissimo, & dagli Imperatori dato in feudo alla famiglia de’ Verlati “.

Parlando poi della famiglia, lo stesso storico afferma:

” VERLATA, famiglia antichissima della nostra Città, si come affermano tutti gli Annali de’ Vicentini; per il passato è stata più abbondante di huomini illustri per ingegno, per ricchezze, & per la dignità dell’ordine equestre, che è hora, aveva ampie, & magnifiche case, & palazzi merlati con le sue torri, trà le quali, come rendono testimonio li libri publici, & privati, furono le case ove hora abitano li Magnifici Capitanij di Vicenza. Nel 1280 questa famiglia fece tra sè le sue divisioni “. (B. Pagliarino, pagg. 257-258)

Il Pagliarino, dopo un lungo elenco dei Verlati della fine del XIII secolo, torna a parlare di Giovanni Verla e dei beni che egli ricevette dall’imperatore; indi afferma che la famiglia fu talmente potente che sia Ezzelino III da Romano che li Scaligeri tentarono più volte di abbatterne il prestigio, ma invano.

Quando Vicenza fu sottomessa ai Padovani, Giacomo Verlato, accordatosi con altri vicentini, tentò di liberare la città dal dominio straniero; ma vedendo ad un certo punto che i compagni s’erano perduti d’animo, con un discorso accorato li persuase a perseverare nell’impresa, la quale, però, non ebbe alcun risultato. Più tardi fallì anche un altro tentativo, ordito nel 1312 da Raynaldo Verlato, per liberare Vicenza dagli Scaligeri che in quel tempo la dominavano: il cospiratore fu multato di cinquemila lire da pagarsi entro 15 giorni, sotto pena di bando perpetuo fino alla quarta generazione. Il Pagliarino infatti scrive:

” Nel 1300 Giacomo Verlato huomo audace, il quale per la seguita ingiuria havuta da’ Padovani, si congiurò con guido Bissaro, Marcobruno da Vivaro, Pietro Prothi, & Salomine Marano per liberare questa patria dalla tirannia de’  Padovani “

  ed a seguire

” Havendosi Giacomo accorto, che li compagni della congiura stavano sospesi, ardendo d’ira, di furore, sfodrando la spada, gli parlò in questo modo: Non conviene ò fratelli, et cittadini, così lasciar sospesa l’impresa già cominciata, perchè, che cosa è più dolce, et più gioconda, che il morire per la Patria? ne crediate di restare innocenti di questa cosa, percioche basta una volta haver congiurato, et benche ci fosse apparecchiata la pena, che per questo meritiamo, nientedimeno niente ci gioverà il disfare li voti. Orsù adunque verilmente, et audacemente esequiamo l’impresa incominciata, promessa a Dio, et agli huomini: se ci lasciassimo condurre dalla volontà, la dolce fede resterà offesa, et se ben in verità viveremo, sempre riputeremo che per viltà ci siamo mancati d0animo, e di forze, per questa impresa, et che niuno spaventandoci habbiano così vilmente lasciata imperfetta la cosa incominciata. “

mentre a proposito di Raynaldo, a pag. 249 delle Croniche di Vicenza scrive

” Nel 1312 Federico Della Scala Podestà di Vicenza condannò in cinque mila lire il Cavaliere Raynaldo Verlato havendo lui congiurato con molti altri nobili Cittadini per ridurre la Patria nella sua antica libertà, li quali denari se non pagherà in spatio di giorni quindici, che perpetuamente sia bandito fino al quarto grado ” .

Famoso verso la metà del 1400 fu poi Francesco Verlato, per lungo tempo consigliere di Borso ed Ercole d’Este, Duchi di Ferrara. Sempre il Pagliarino scrive:

” Al nostro tempo è stato Francesco Verlato giuriconsulto, & Cavaliere Aureato, fù consiliero di giustitia di Borso, & Ercole Duchi di Ferrara, & havendo lasciato un solo figliiolo giovinetto chiamato Collatino passò di questa vita nella città di Ferrara “.

A Villaverla i Verlato edificarono nel 1576 un palazzo signorile, tuttora esistente con la denominazione di Villa Verlato – Putin

THE HISTORICAL CONNECTION BETWEEN VERLA – VERLATO AND VILLAVERLA

The first settlement of Villaverla must have been half a mile more at east from the actual historical center, where now 25 April road joins Roare Road. In fact, in that place, situated nearby Silma’s ex-brickyard, were found dozen of imperial roman coins and a trace of a brick-wall with arches during excavations at the end of the last century.

The place-name Roare remembers clearly the word rovere (oak) and from this word comes the roman name Roveredum, which is the name of the place until the end of the XIII century. Probably that was the original center of Villaverla, who has changed of name during the second half of 1200 when the Verlas, later called Verlato, established their residence nearby Roveredum.

Around their luxury residence shortly after will raise a church and will grew a new village, first called Villa Verlaria and after Villa Verla. Afterwards, this village has grown up , but not so much to reach Roveredum, and still now there’s a portion of country in between represented by the park of Villa Ghellini. But the importance of the first little district reduced while the power of Verlas increased, and galvanized the whole life of the surroundings around their palace. That happened especially in the late Middle Ages, when the whole early roman road network was about to collapse, especially the less important network, where probably Roveredum was situated. At the same period was valued a more practicable and straight road who connected Thiene to Vicenza and passed nearby the villa of the Verlas. We must emphisize that villa meant village, as that word was used for all the settled centers that time. In fact we find : villa caldogni, villa novoledi, villa monticule precalcini etc. to indicate Caldogno, Novoledo, Montecchio Precalcino.

In a document of 1275 they talk about novam villa verlariam quae appellatur reveredum, but still in 1295 they clearly talk about villam verlam, and we’ll find the two words separated or written altogether until the first years of 1800. We don’t know when the first church exactly was built as a community centre , but in 1307 must already have been a parish church depending of Isola Vicentina, because a document of that year says” decime parochie Ville Verlarie et ejus districtu” (G. Maccà “History of the territory of Vicenza”, Volume XII, II part, Caldogno 1815, pag. 284).

The most antique priest we find, Bartolomeo, is of 1349, and in the most antique period the chuch is dedicated to S.Domenico, others to the saints Domenico and Martino, even if in 1399 it is remembered only as dedicated to S. Domenico. The presence of the Verlas changed the name of Roveredum, and concerning this village, during the second half of 1400 mr. Pagliarino (B.Pagliarino, “Chronicles of Vicenza”, Vicenza 1663) says:

“ Villa Verla called like that by the modern people; and by most Villa Verlaria, that means Villa of those of the Verle (Cherries), now called the Verlati. As I have found antique books of our city; in 1004 the Verlati came from Bavaria with Giovanni Verla under Henry the first, and fourth emperor of German people, second Emperor after Corrado, and duke of Bavaria, they were given lot of possessions in the town of Thiene of Zanè and of Villa Verla, those possessions were divided between them , like written in a document of division owned by Bernardino Verlato where I have seen and read it.”

Soon after, the same author talks about the Verlato Castle, situated between Malo and Cornedo and says:

“ I found out that it must have been built by the Verlati; this castle was very strong and given as domain by the emperors to the family”. Concerning the family, the same historical declares: “ VERLATA, very antique family of our city, declared by all annals of Vicenza; in history it was full of famous people due to its intelligence, wealth, and dignity in the order of knighthood, and now it had large and magnificent houses and crenellated palaces with towers, among them the houses where now the Magnificent Captains of Vicenza are living, like testified by public and private books. In 1280 this family made his divisions.” (B. Pagliarino, pag.257-258)

Mr. Pagliarino, after a long list of Verlati at the end of XIII century, returns to speak about Giovanni Verla and his possessions got from the emperor; after, he declares that the family was so powerful that both Ezzelino III da Romano and the Scaligeri tried many times to bring down its authority, but invane.

When Vicenza was subjected to the Paduans, Giacomo Verlato, in accordance with other persons of Vicenza, tried to set free the city from the foreign rule; but when he saw that his partners lost heart, with a desperate speech he persuaded them to persevere in their undertaking, however that did not reach any result. Later, also another attempt, planned by Raynaldo Verlato in 1312 to set free Vicenza from the Scaligeri who dominated the city, had failed: the plotter was fined five thousand lire to be paid within 15 days, or he would be banned constantly until the fourth generation.

In fact Mr. Pagliarino writes:

“ In 1300 a rash man, Giacomo Verlato, after getting an abuse by the Paduans, plotted with Guido Bissaro, Marcobruno da Vivaro, Pietro Prothi and Salomine Marano to get free this country from the oppression of the Paduans , and after, as Giacomo saw that his partners did not follow the plot, he trembled with anger and fury, unsheated his sword, and said to them: my brothers and citizens, it is not convient to let this already started exploit hanging, because what is sweeter and more cheerful than starving for our native land? Don’t think to remain innocent of this, because it’s necessary to plot once, and even if there is a punishment we certainly deserve, nothing will be made undone if we break our vow. So come on, let’s continue this exploit promised to god and mankind with courage and boldness: if we would do as one likes, our sweet faith would be broken, and even if we certainly will be alive, we would blame ourselves for our missed courage and straight in this exploit, as we scared didn’t finish our started deed.

While concerning Raynaldo, he writes at page 249 of the Chronicles of Vicenza:

“Federico della Scala, Podestà of Vicenza condemned Knight Raynaldo Verlato in 1312 to pay five thousand lire as he had plotted together with many other noble citizens to bring the nation to its antique freedom, This money had to be paid within 15 days if not he would be banned constantly until the fourth generation.”

Francesco Verlato, for long time advisor of Borso and Ercole D’Este, dukes of Ferrara, was famous by the middle of 1400. Mr Pagliarino still writes:

“ At our time Francesco Verlato, jurist and aureated knight, was advisor of justice of Borso and Ercole dukes of Ferrara, and as he left only one young son called Collatino he went to live at Ferrara city”.

The Verlatos built in 1576 a luxury palace at Villaverla, still existing and called Villa Verlato-Putin.

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